Stoner: La 1000 è come la 800, si va forte uguale
Martedì 21 Febbraio 2012 17:38
Stoner: Le 1000 come le 800

Arriva da Motocorse.com l'intervista rilasciata da Casey Stoner dove spiega le differenze fra la RC212V e la RC213V

Difficile immaginarsi un momento migliore per Casey Stoner. Un titolo mondiale che lo ha proiettato definitivamente - ce ne fosse stato bisogno - nell'olimpo della MotoGP, una figlia appena arrivata, e la soddisfazione di aver vinto il primo e l'ultimo titolo con le 800. Honda ha pensato bene di parlare un po' con il suo pilota di punta - non ce ne voglia Pedrosa, la classifica 2011 parla chiaro - per la stagione in arrivo durante i test di Sepang, e di divulgare un'interessante intervista attraverso il suo ufficio stampa. Da cui emergono alcune interessanti considerazioni che abbiamo pensato bene di riproporvi.

Si inizia, ovviamente, parlando delle differenze fra 800 e 1000, motivo di grande curiosità per la stagione in arrivo. Curiosamente, Casey ne vede davvero poche: "L'unica vera differenza mi sembra più dovuta ad un miglioramento della mia Honda che non all'aumento di cilindrata - la stabilità in frenata. Forse l'interasse è aumentato di un po', e in staccata abbiamo un pelo più di stabilità nella fase di ingresso curva: il retrotreno saltella molto meno. Possiamo affondare la staccata molto di più, il che ha fatto si che i riferimenti per le frenate siano cambiati meno di quanto ci aspettassimo. Direi che da quel punto in poi non sia cambiato quasi nulla, siamo solo migliorati ciclisticamente. Il peso della moto è lo stesso, le reazioni sono molto simili se non identiche".Un momento. Il peso è lo stesso? Honda è stata profondamente polemica nei confronti della variazione regolamentare arrivata "in zona Cesarini"... "Si, hanno aggiunto quattro chili - le moto erano già state progettate e se ne sono usciti con questi quattro chili.

Non credo che sia il modo di comportarsi, spero che (Honda, Ndr) faccia opposizione e che vinca, perché non è giusto modificare le regole all'ultimo momento, quando la moto è già pronta. Ma credo che i quattro chili in più non cambino nulla". Una posizione un po' strana - se non cambia nulla, a quanto traspare dalle parole di Stoner, non si capisce perché farci tanto rumore attorno. Peraltro, non è certo la prima volta che il regolamento viene modificato in corso d'opera: solo due anni fa, nel 2009, fu Honda a spingere per imporre il limite di motori impiegabili già durante la stagione in corso. Guarda caso, era proprio la casa di Tokyo quella con le maggiori durate dei propulsori. Insomma, l'impressione è che non sia tanto Stoner ad avere un problema con questi quattro chili, quanto la casa per cui corre, che evidentemente, anche alla luce di altre "sparate" recenti, sembra aver scelto la strada della vibrata polemica contro qualunque cosa la penalizzi in qualunque modo o misura.

D'altra parte, le corse sono un business..."In uscita di curva riusciamo a sfruttare la potenza molto meglio, abbiamo un motore con più coppia e meno nervoso, più facile da controllare" prosegue Casey nella disamina della personalità della nuova 1000, confermando i pareri di tutti gli altri piloti. "Di fatto, abbiamo molta più trazione - grazie alla maggior coppia e linearità, spinge fuori dalla curva molto più a lungo prima di arrivare al punto in cui perde aderenza." Viene da ipotizzare un motore che quindi perdona di più una minor precisione del pilota. "Non proprio - forse la maggior coppia permette di spigolare un po' di più e spararsi comunque fuori dalla curva, ma le 800 avevano già tanta potenza che si doveva tagliare, si derapava dovunque. Quindi direi di no - credo che le 1000 vadano guidate in maniera molto simile - con grande precisione"Detta così sembra che le speranze di chi voleva rivedere impennate e derapate verranno deluse.

E invece pare di no. "Le 1000, soprattutto sulle piste lente, dove si usano rapporti più corti, tende ad impennare molto - bisogna tenerne conto, con le 800 si poteva curvare un po' più forte e avere già in mano il gas, ma parliamo di poca roba: si possono guidare le 1000 esattamente allo stesso modo. Oggi ho osservato le traiettorie degli avversari, prendendo anche a riferimento i segni di derapata sull'asfalto: continuano ad usare tutta la pista. Io invece ne sto usando sempre meno, perché preferisco sfruttare la maggior coppia. Ma in generale, si possono guidare in entrambe le maniere." Insomma, Stoner sta tenendo le carte coperte. Le 1000 si possono guidare come le 800, ma lui le guida diversamente. E il tempo sul giro, evidentemente, lo dimostra.Casey ha già vinto un titolo e si è trovato a difenderlo, ma offre uno spunto molto interessante in merito al suo approccio psicologico su questo tema. "Non esiste la difesa di un titolo. Nessuno inizia la stagione con un vantaggio di punti, tutto quello che cambia, se uno vuole, è il numero sulla carenatura, ma si riparte tutti da zero. Non si comincia la stagione pensando di difendere un titolo. Si deve cominciare pensando di conquistarne un altro".

Evidentemente, la pressione delle aspettative altrui non hanno effetto su Casey. "Nel 2008 la pressione non c'entrava. Siamo partiti male con la moto, avevamo un sacco di problemi di pompaggio al posteriore e abbiamo provato in tutte le maniere a risolverlo. All'Estoril mi si è staccata la telecamera dal manubrio, a Le Mans abbiamo rotto il motore, e a fine stagione il mio polso era a pezzi, ma tutti si ricordano solo di come io abbia perso il titolo. E invece abbiamo lottato come leoni. Stessa cosa nel 2009: eravamo in testa al mondiale quando il mio problema con il lattosio mi ha rovinato la vita. Solo nel 2010 non abbiamo avuto scuse: non avevamo la moto, non avevamo il materiale, abbiamo commesso degli errori tirando troppo quando non avremmo dovuto, e le cose hanno iniziato ad andare male. Ma a fine stagione abbiamo dimostrato cosa sapevamo fare anche con una moto che non riuscivamo a far andare come volevamo. E' stata una vera rivincita per me e il team!"Un po' come Wayne Rainey, il vero teorico della "guida al di sopra dei problemi", e capace di trovare una determinazione sempre maggiore, al punto da arrivare a non accettare più un secondo posto.

"Wayne era il riferimento per tutti, non aveva più nulla da inseguire, ma credo che uno possa vincere sempre più gare in un campionato - ci sono sempre obiettivi che uno può porsi. Ma io percepisco come un problema il modo in cui sta cambiando questo campionato: ci sono sempre modifiche regolamentari, sempre scuse: questo e quell'altro. E poi, ci sono troppe cose che non c'entrano con le gare, con l'andare in pista e farsi una bella tirata. Insomma, non mi piace la direzione che ha preso la MotoGP, ma allo stesso tempo ho i miei obiettivi per quest'anno e voglio raggiungerli. Se non ce la farò... mi accontenterò della carriera che ho avuto." Una serenità che contrasta molto con il tormento dello Stoner del 2008 e 2009, in cui spesso Casey ha avuto comportamenti controversi lontano dalle piste. La vacanza last-minute del 2009 nel totale disinteresse per team e sponsor, ma anche lo sfogo di rabbia dopo l'arrivo a Laguna Seca.L'anno scorso, però, Stoner ha cancellato tutti i brutti ricordi legati a Laguna Seca con una splendida vittoria e un sorpasso incredibile su Jorge Lorenzo. "Beh, credo che ora tutti sappiano come non fosse facilissimo vincere con la Ducati.

Il sorpasso... lo stavo preparando da un po', non tanto pensando ad un punto preciso, ma aspettando l'occasione giusta. L'accelerazione della moto non c'entra: sul rettilineo di Laguna, che è una pista molto corta, bisogna azzeccare perfettamente le cambiate per evitare che l'impennata faccia sprecare spinta. Le cambiate lì sono velocissime e difficili - ho visto che nei giri precedenti guadagnavo sempre qualcosa su Jorge in quel punto, e ho pensato che se fossi riuscito ad avvicinarmi abbastanza a Lorenzo, e lui avesse commesso anche solo un minimo errore in cambiata, ce l'avrei fatta. E' andata esattamente così: se riguardate la gara vedrete che di colpo la mia moto sembra accelerare. Non è così, è solo che Jorge ha prolungato un'impennata per una frazione di secondo di troppo. Ha perso un minimo di spinta, permettendomi di passare all'esterno".Casey è fatto così: un pilota capace di esaltare alla guida pur con qualche contraddizione nelle sue posizioni. Era lo stesso con Rainey, Doohan e altri grandi di quell'epoca. Godiamocelo così com'è, perché quando deciderà che ne avrà avuto abbastanza di tutto questo contorno che non ama, ci mancherà sicuramente.
 
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E' nata Alessandra Maria Stoner, tanti auguri a papà Casey e mamma Adriana
Venerdì 17 Febbraio 2012 12:40

Casey e Adriana Stoner genitori di Alessandra Maria Stoner
Giovani, belli, incredibilmente "forti" lui nel suo lavoro e lei nella sua bellezza.

Stiamo Parlando di Casey e Adriana Stoner che nel pomeriggio di ieri hanno avuto la gioia di poter abbracciare la primogenita Alessandra Maria Stoner.
Curioso il nome, i nomi, tradizionalmente Italiani e curiosa anche la data poiché lo stesso giorno è nato Valentino Rossi. La piccola è sana, pesa circa 2800g e gode del calore e della riservatezza che i due "timidi" neo-genitori le stanno offrendo.
Dunque, tolta l'ansia del parto, Casey è pronto e disponibile ad afrontare la seconda sessione di Test previsti fra qualche giorno per mettere a punto la sua arma 2012, la Honda Repsol HRC RC 213V con la quale ha già dominato la prima "fetta" di test.
Per prevenzione e riservatezza, il profilo Facebook della bella Adriana risulta non attivo da ieri mattina.
Speriamo possa rimettersi in piedi presto, e perché no, magari inviarci una foto della piccola Alessandra Maria Stoner.

Tanti auguri... 
 
Cristian Gabarrini: Vi racconto Stoner, uomo e pilota
Giovedì 09 Febbraio 2012 16:55
Gabarrini ci racconta Stoner

Fin dall'approdo in Honda con il team LCR nel 2006, Casey Stoner ha sconvolto il mondo della MotoGP, attirando lodi e critiche in egual misura. Pilota istintivo e velocissimo, ma anche personaggio complesso, apparentemente intransigente e imperscrutabile.

Tra aneddoti e riflessioni, Cristian Gabarrini, suo ingegnere di pista e compagno di avventure da oltre 5 anni, ha raccontato colori e sfumature dell'australiano.
Sia come pilota che come uomo. La scorsa settimana in pista a Sepang, Stoner ha ripreso da dove aveva terminato la scorsa stagione, in cima alla lista dei tempi.

"Il test è andato molto bene – ha detto Gabarrini – L'unico problema riscontrato è stato il chattering. Ce l’aspettavamo a Sepang, pista in cui è sempre stato un po' presente, anche con le 800. Però è aumentato nettamente da quando abbiamo provato la nuova gomma posteriore sperimentale, che ha una struttura diversa, e un po’ tutti i piloti Honda ne hanno sofferto".
Nonostante questo, non si fanno allarmismi in casa HRC.
"Nei primi test ci siamo concentrati sulle scelte dei materiali – ha dichiarato – La prossima volta lavoreremo espressamente per trovare un setting diverso che ci permetta di ridurre il chattering". A questo proposito, Stoner ha un metodo professionale abbastanza atipico. Capace di trovare la prestazione fin da subito, l'australiano compie solitamente meno giri di qualsiasi altro pilota. "Lavorare con Casey può essere molto semplice oppure complicato, a seconda dei punti di vista. È un pilota estremamente sensibile, gli servono pochissimi giri per capire gli aspetti positivi e negativi della moto. Parla molto chiaramente, difficilmente ha dei dubbi. Altri piloti magari sono indecisi nell'esprimere le loro indicazioni, poi però il loro tempo sul giro non cambia mai.

Alcuni problemi si vedono chiaramente sulla telemetria, ma per altri ci si affida alla capacità del team di interpretare il feedback del pilota. Se la squadra riesce a sfruttare la sensibilità di Casey, si risparmia tempo prezioso". Gabarrini ha anche confermato che Stoner sia uno dei piloti ad usare meno controlli elettronici. "Casey è molto sensibile sul gas, cosa che gli permette di aprire presto in uscita di curva. Il nostro tecnico elettronico Carlo Luzzi, che ha anche lavorato in Yamaha con Jorge Lorenzo e Andrea Dovizioso, ha confermato che Casey ha una grande sensibilità nel gestire la potenza del motore e per questo usa meno elettronica rispetto agli altri piloti.

Attraverso il controllo del gas, freno posteriore, e posizione in sella, Casey sopperisce a quello che fanno i sistemi elettronici, che comunque hanno dei limiti rispetto all’essere umano, capace di adattarsi più in fretta al cambiamento condizioni in pista". La sensibilità è un tratto distintivo di Stoner non solo a livello tecnico ma anche caratteriale, e a volte si traduce in un'arma a doppio taglio. Fuori dalla pista, l'australiano è apparso spesso introverso, se non addirittura infastidito da qualsiasi elemento ne disturbi la personale missione di pilota. "Casey è una persona singolare. Come pilota è ad immagine e somiglianza del suo carattere. Nonostante la giovane età, ha sempre avuto valori semplici, tradizionali.

Famiglia, onestà, e altre cose di cui magari senti parlare più spesso i nonni piuttosto che 25enni come lui. Non ha interesse nell’apparire. È riservato, timido, per cui a volte sembra che 'se la tiri'. È schietto, a volte troppo. Semplicemente, soffre la parte mediatica del suo lavoro". A questo proposito, va ricordato il contesto in cui Stoner è cresciuto. "Casey è vissuto per tanto tempo in una fattoria, con spazi ampi, circondato dagli animali. Ama il contatto diretto con la natura, ed è molto appassionato di attività legate alla sua terra d’origine, come la pesca e l'equitazione. La sua casa in svizzera è letteralmente in mezzo al bosco. Quando l'ha comprata era entusiasta perché poteva pescare direttamente dal terrazzo". L'apparente insofferenza di Stoner ha spesso causato attriti con il pubblico del motomondiale, ma non con i suoi collaboratori stretti. "La squadra apprezza molto la sua sincerità e sente comunque il suo affetto. Per lui siamo amici e una sorta di seconda famiglia, anche se forse si teletrasporterebbe in pista 5 minuti prima di salire in moto e se ne andrebbe a turno appena finito. Nel box però lo vedi sereno. Nel 2007 ci passava ore, perché lì si sentiva rilassato".

A questo proposito, Gabarrini ha svelato un aneddoto particolare. "Una volta Casey si è addormentato sotto al tavolino dove lavoravo con l’elettronico perché, a detta sua, lì stava più tranquillo. Gli è sempre piaciuto vedere quello che i tecnici fanno sulla moto, anche se adesso passa meno tempo con noi e più con la moglie nel motorhome". A 26 anni, con 40 vittorie e 2 mondiali all'attivo, Stoner è al picco della propria carriera. Nonostante ciò, ha già fatto allusioni a un ritiro dalle competizioni in un futuro non così lontano. "Casey va in moto perché si diverte, non per soldi. Correrà finché le soddisfazioni che ne trae saranno più grandi di tutto il resto. Ma mi meraviglierei se continuasse a correre per molti anni, a prescindere dai risultati. Però solo lui può sapere davvero quando smetterà". Fino ad allora, probabilmente, continuerà a comunicare tramite il suo stile di guida. Aggressivo, senza fronzoli nè compromessi.
 
VIA | Gpone.com
 
Accordo di sponsorizzazione fra Casey Stoner ed il marchio DEUTZ-FAHR
Lunedì 06 Febbraio 2012 20:37

Casey Stoner anche sul trattore

Il Gruppo SAME DEUTZ-FAHR (SDF), tra i leader mondiali nella produzione di trattori, motori diesel e macchine agricole, con il marchio DEUTZ-FAHR, ha siglato un accordo di sponsorizzazione con Casey Stoner, pilota australiano vincitore con la Ducati nel 2007 e con la Honda ufficiale HRC nel 2011 del mondiale MotoGP e agricoltore per passione.

Motori e agricoltura sono le passioni di sempre del giovane campione che, nel suo tempo libero, si diletta come “farmer” nella tenuta agricola di famiglia in Australia: 3000 ettari dove pascolano il bestiame. Nonostante i suoi impegni sportivi Casey Stoner trascorrere infatti almeno un mese l’anno nella tenuta di famiglia, rilassandosi e divertendosi a contatto con la terra.Sempre alla ricerca di alte prestazioni e tecnologia all’avanguardia nella vita professionale come in quella privata, Casey Stoner ha scelto per se il trattore Agrotron TTV 610 DEUTZ-FAHR, modello a variazione continua da 165 CV, macchina efficiente, affidabile e versatile che assicura eccellenti performance in ogni condizione e impiego.
In base all’accordo con l’azienda di Treviglio, Casey Stoner ha accettato di diventare testimonial dei trattori a marchio DEUTZ-FAHR prestando la propria immagine per materiali di comunicazione e campagne pubblicitarie per i prossimi due anni, legando il suo nome a un marchio di successo nel settore delle macchine agricole.
Il marchio DEUTZ-FAHR è riconosciuto a livello mondiale quale sinonimo di alta tecnologia e performance eccellenti in campo agricolo, siamo particolarmente soddisfatti di promuovere i nostri prodotti legandoli all’immagine di Casey Stoner, due volte campione del mondo nella MotoGP e grande appassionato di trattori. Auguriamo a Casey un’altra stagione ricca di successi e vittorie”, ha dichiarato Lodovico Bussolati, Amministratore Delegato di SAME DEUTZ-FAHR.
La mia famiglia ha un’azienda agricola da generazioni e sono cresciuto con l’amore per la terra e la passione per agricoltura. Una passione che mi è rimasta negli anni e che mi ha portato ad avvicinarmi a SAME DEUTZ-FAHR e ai suoi prodotti. Sono felice che ne sia nata una collaborazione a sostegno della mia attività amatoriale di agricoltore e della mia carriera da pilota”, ha dichiarato Casey Stoner.
In sella al suo trattore Agrotron TTV 610 DEUTZ-FAHR il giovane e grintoso pilota si prepara ad un nuova grande stagione da campione.

VIA
 
Test ufficiali, day two. Stoner rimette le cose in chiaro e dice "possiamo ancora migliorare"
Mercoledì 01 Febbraio 2012 17:20
Test Sepang, day two

Ci è mancato Casey Stoner ieri pomeriggio, e non soltanto per il suo nome in tabella, ma per la spettacolarità della sua guida.

Il circuito necessitava di un di gomma e cosi Stoner, rimesso in sesto dopo lo strappo alla schiena di ieri è sceso in pista per rimettere le cose in chiaro. Da qui non si passa!

Ecco le dichiarazioni alla fine della giornata:
“E’ stato bello poter tornare a guidare, oggi è andato tutto abbastanza bene, anche se avrei voluto fare qualche giro in più. - ha detto Casey Stoner - Abbiamo usato principalmente il nuovo telaio, procedendo con un lavoro di comparazione con quello che avevamo a Valencia, abbiamo trovato una buona direzione e capito la strada da percorrere. Come sempre, sarebbe bello poter prendere alcuni aspetti di un telaio e altri dal secondo. Questo pomeriggio abbiamo utilizzato la gomma anteriore dura, riscontrando però un aumento del chattering. Dovremo lavorare su questo aspetto perché ci sono margini di miglioramento. Non abbiamo avuto modo di testare le gomme con le nuove specifiche che Bridgestone ha portato qui, le proveremo domani e da queste partiremo a lavorare”. 
 
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