Da quando è andato via Valentino Rossi (novembre 2003) la Honda è riuscita a vincere soltanto un titolo mondiale con Nicky Hayden nel 2006, per giunta in maniera alquanto fortunosa.
Il passaggio dalle 1000cc alle 800cc avvenuto nella stagione 2007, avrebbe dovuto ulteriormente favorire la casa giapponese, forse la maggiore promotrice di questo cambio regolamentare, invece prima Ducati e poi Yamaha si sono spartite i successi.
Il 2011 potrebbe allora essere l’anno buono per tornare finalmente in alto, ma la Yamaha all’inizio in grande difficoltà pare aver colmato interamente il gap come dimostrato da Spies ad Assen e Lorenzo al Mugello.
La Honda si ritrova così nuovamente a soffrire, con l’incubo per il quinto anno consecutivo di tornare a casa a mani vuote.
Pedrosa ancora una volta è stato piegato dalla sfortuna e da un fisico troppo gracile: dopo le tre grandi prestazioni di inizio anno ha dovuto lasciar perdere il discorso iridato per l’infortunio alla spalla occorsogli a Le Mans dopo lo scontro con Simoncelli.
Simoncelli sul giro singolo il più veloce del lotto, in gara rovina quello che di buono è riuscito a costruirsi nei due giorni precedenti, scivolando oppure correndo al sotto delle proprie potenzialità onde evitare errori.
Dovizioso di errori invece non ne commette, ma pur disponendo di una moto di prim’ordine non ha mai lottato per la vittoria nelle prime otto gare di questa stagione 2011 della Motogp e raramente tira fuori quell’exploit da fuoriclasse. Un suo titolo iridato, non è impossibile, ma potrebbe arrivare soltanto in circostanze simili a quelle di Hayden nel 2006, ovvero a suon di piazzamenti.
Insomma, ora che dopo otto gare la situazione inizia a delinearsi chi perchè infortunato, chi perchè ancora immaturo, chi perchè non così veloce, nessuno dei tre piloti Honda citati poc’anzi ha le carte in regola per lottare alla pari con Jorge Lorenzo: un pilota rapido che ottiene quasi sempre il massimo e sbaglia raramente (un solo errore grave quest’anno a Silverstone).
Quindi pur fornendo un mezzo nettamente migliore rispetto a quello dell’anno passato, se questo mezzo fosse rimasto unicamente nelle mani dei piloti confermati dall’anno precedente, la Honda si sarebbe dovuta accontentare della piazza d’onore anche per il 2011 della Motogp .
Fortunatamente per la casa giapponese però, nell’inverno è stato ingaggiato Casey Stoner, allargando il team Repsol da due a tre punte. L’australiano, campione del mondo con la Ducati nel 2007 (unico a riuscire nell’impresa con la casa di Borgo Panigale in Motogp), si è trovato a suo agio fin dai test pre-campionato e finora, fatto salvo il ko di Jerez dovuto ad un errore dell’avversario, ha sempre concluso sul podio centrando già quattro successi. Una regolarità disarmante che ha colto alla sprovvista i suoi più acerrimi detrattori, i quali prima criticavano Stoner per le sue troppe cadute e adesso possono soltanto bacchettarlo per le eccessive reazioni con De Puniet e Abraham.
Infatti il campione australiano ha portato una Honda che prima andava forte, ma non lottava mai per titolo, ad avere questa opportunità (come favorita); nello stesso tempo senza di lui la Ducati che prima ogni tanto vinceva ora non vince più.
Non che Stoner sia il mago con la bacchetta magica, ma se qualcuno crede ancora che il pilota al giorno d’oggi, un minimo, possa fare la differenza ne ha avuto la dimostrazione in questo spezzone di 2011 di Casey.
Ringraziamo www.teladoiolamerica.net per la segnalazione.
Commenti
forza stoner...
conquista l' 800!!!
motocorse.com/.../...
RSS feed dei commenti di questo post.